Happy Friday

RICOMINCIO DA ME PERCHÉ NE VARRÀ SEMPRE LA PENA

30.04.2021

Fino a qualche mese fa la mia vita a Las Palmas è sempre stata molto abitudinaria. Mi ero creata una mia routine dove le giornate iniziavano con una camminata o un allenamento, poi la colazione ed infine trascorrevo il resto del tempo sempre nello stesso bar. Rimanevo seduta sul mio tavolino, che oggi posso definire la mia primissima scrivania fronte mare. In modo inconsapevole ho sempre seguito la solita scaletta quotidiana, costruita attraverso una serie di identici comportamenti ripetuti per anni.

Quando però restiamo incastrate in questo genere di meccanismo, anche se lo desideriamo, facciamo davvero fatica a cambiare, diventa difficile apportare una variazione all’interno della nostra vita. Per una semplice questione di abitudine, continuiamo a fare sempre le stesse cose, anche se non combaciano più con le intenzioni, con i desideri, le priorità e le esigenze che abbiamo oggi.
È come se non riuscissimo effettivamente a pensare, prima di compiere un’azione, se quella possa o meno essere ancora giusta per noi.
Allo stesso modo, rimanendo sempre all’interno della nostra zona di comfort, ci spegniamo lentamente, senza nemmeno accorgercene. Non riusciamo più a stupirci, a provare sentimenti o emozioni diverse.
Quando prendiamo una decisione abbiamo quasi la percezione che questa sia statica, immutabile. Tendiamo a convincerci che quella sarà la nostra scelta per sempre, come se non potessimo più modificarla.
Ci fidelizziamo a cose che abbiamo sempre fatto, dimenticando di domandarci se siano ancora valide per noi nel nostro presente. Questo accade perché siamo abituati alla comodità e disabituati a parlare con noi stessi.

Partendo dalla profonda consapevolezza che non siamo esseri immutabili, ma anzi perennemente in evoluzione, al mio ritorno sull’isola ho promesso a me stessa che mi sarei messa in gioco, uscendo davvero dalla mia comfort zone. Abbiamo bisogno di più dialogo interiore, della ricerca di solitudine per poter continuare a conoscerci e capire in che direzione vogliamo davvero muoverci. Perché il cambiamento non è un dovere, ma una possibilità e io ho deciso di provarci. Chi ha veramente la necessità di cambiare troverà sempre il modo per farlo.

Non è un iniziare, ma è un ricominciare. Non rinneghiamo il nostro passato, ma diamoci la possibilità di mettere un punto a capo.
Rialziamoci se qualcosa è andato storto, riproviamoci per l’ennesima volta perché ne varrà sempre la pena. Prenderci cura di noi è il miglior gesto d’amore che possiamo regalarci e che inevitabilmente condizionerà tutto ciò che ci circonda, il nostro modo di vedere la vita, i nostri rapporti con le altre persone.
Quando ci prendiamo i nostri spazi, quando portiamo avanti le nostre abitudini positive, abbiamo una luce diversa, un’energia maggiore e migliore da poter sprigionare al mondo.
Non sentirti in colpa per il fatto che vuoi ritagliarti del tempo per te! Che sia quell’ora di allenamento, un caffè con un’amica, un momento di svago o di profonda solitudine. Se provi a distaccarti dall’idea di essere la mamma, la fidanzata, la moglie o la lavoratrice e riesci a sentirti finalmente te stessa, allora è la scelta giusta. Ne hai bisogno perché è proprio quando non lo fai che non ti senti bene, riversando poi il tuo malessere anche sulle relazioni che hai con gli altri.

La consapevolezza.
Non si riparte e basta, ma lo si fa in maniera consapevole.
Si ricomincia per noi, da noi, e di conseguenza anche per tutto quello che fa parte della nostra vita.
Quante volte ci siamo ritrovate con grande entusiasmo all’inizio di una nuova settimana, perdendoci subito per strada, demotivate e quasi sconfitte.
Il più delle volte dopo queste giornate, non spendiamo nemmeno due minuti per chiederci che cosa non ha funzionato e, piuttosto che fermarci a riflettere, abbiamo la tendenza a rimetterci subito in gioco, spesso nel modo sbagliato.
Ci comportiamo così perché nella nostra società ci hanno insegnato che non fare niente, o meglio, prendersi del tempo per pensare, non va bene, non è abbastanza produttivo. Allora ci viene naturale provare immediatamente a fare qualcosa per migliorare la situazione, anche senza una strategia o un senso preciso. Però soltanto quando ci ritroviamo di nuovo perse ci accorgiamo di aver sprecato inutilmente tempo ed energia.
Dovremmo iniziare a guardare tutto da un’altra prospettiva, provando a togliere anziché aggiungere, a rallentare invece che accelerare. Siamo abituati a voler tutto e subito, ma la vita non è una gara a chi arriva prima e un momento di stop non significa fallire.

Vale la pena fermarsi, prendersi il proprio tempo per capirsi, conoscersi ed ascoltarsi di più. Ci saranno momenti in cui avremo le idee più chiare ed altri in cui trovare una risposta richiederà un pizzico di pazienza, ma non dobbiamo avere fretta.
Stai per un po’ in compagnia del tuo vuoto per capire che cosa ti ha portato a sentirti così smarrita. Domandati se quello che stavi facendo era funzionale per te e valuta per che cosa ha davvero senso ripartire.

Chiediti il perché.
Domandati perché vuoi ricominciare, perché senti il bisogno di cambiare.
Prenditi lo spazio per coltivare il tuo dialogo interiore. Poniti delle domande senza combattere o giudicare negativamente le risposte che otterrai o i nuovi bisogni che emergeranno.
Desiderare altro, volere qualcosa di nuovo, può farti sentire a disagio, ma non accantonare tutto per il timore di non essere all’altezza. Non devi neppure sentirti in colpa per le tue aspirazioni, per essere sempre alla continua ricerca di una tua forma di serenità.
Io ero grata della mia meravigliosa condizione a Milano, della mia casa, della mia macchina nuova, ma ho preferito seguire la strada che più sentivo adatta a me. Essere grati non significa dover accettare passivamente chi siamo e quello che facciamo. Volersi migliorare è volersi bene e penso che amarsi comporti anche fare tutto ciò che possiamo e che reputiamo più opportuno per raggiungere la nostra idea di benessere.
Proviamo a vivere il nostro presente come se fosse un capitolo da scrivere, con la consapevolezza che abbiamo sempre la possibilità di iniziarne uno nuovo.
Se restiamo vincolati alle prime decisioni che abbiamo preso nella nostra vita, come se il nostro futuro fosse già stato scritto, ci facciamo solo del male. Tu non sei solo il tuo lavoro o la città in cui sei sempre cresciuta, ma puoi essere e continuare a diventare anche altro.
A scuola abbiamo imparato tante cose, ma non sempre ci hanno insegnato a sviluppare il nostro talento o a comprenderne il reale valore. Chi conosce la propria vocazione, ma non ha modo di alimentarla, spesso è più incline all’infelicità.
Quando continuiamo a rincorrere il lavoro fisso che i nostri genitori sognano per noi, dimenticando l’importanza di esprimerci in quella cosa che ci fa sentire uniche e vive, finiamo per opprimere la nostra vera identità.
Se invece portiamo avanti le nostre passioni emaniamo un’energia diversa. Il mondo ha bisogno di persone che amano quello che fanno, non di gente infelice, cupa o vuota.
Puoi meritarti anche tu qualcosa di nuovo, perciò parti dal tuo perché, incomincia a mettere nero su bianco tutte le tue sensazioni. Cambiare non ha sempre un’accezione negativa, ma può significare crescere, mettersi in gioco in ambiti diversi.

Ricerca la solitudine.
Per poterci ascoltare abbiamo necessariamente bisogno di una solitudine di qualità e di essere nostre alleate, perché se non siamo nostre amiche tante volte non riusciamo nemmeno a riconoscere le nostre esigenze.
Prova a non pretendere delle risposte immediate, chiare e precise ma riconosci che puoi aver bisogno di più tempo per riuscire a scavare a fondo. Rimani connessa con te, stai nel tuo flow di ricerca, perché come puoi capirti se continui a vivere nel caos? Come ci si può comprendere se si sta sempre collegate agli altri, appiccicate al proprio fidanzato o rispondendo sempre a mille messaggi?
Ci siamo addestrate a tenerci sempre occupate con qualcosa, con un libro da leggere, con il cellulare, con i social. Persino mentre mangiamo siamo abituate a guardare video o a sentire la televisione in sottofondo per il semplice gusto di avere compagnia, ma proviamo a riempirci di noi. Spendiamo il nostro tempo per investire su noi stesse.
Ritagliati i tuoi spazi di solitudine e non opprimere le tue esigenze, assecondale.

Dai un nome alla tua felicità.
Descrivi la tua felicità, donale un nome. Cosa significa per te essere felice, serena o vederti bene?
Non limitarti a definire tutto in maniera troppo astratta, ma sii il più chiara possibile.
Non dire solo che vorresti cambiare città, lavoro o che vorresti cominciare ad amarti, ma prova a comprendere le tue emozioni e porti delle domande. Chiediti che cosa significa per te amarti, sentirti bene, trovare un altro lavoro.
Entra nei particolari perché solo così potrai visualizzare effettivamente quello di cui hai davvero bisogno.

Carattere, determinazione, autostima, auto supporto e sicurezza.
Per poter muovere il passo iniziale, prima di dare il via ad un cambiamento, non devi aspettare di avere la certezza che tutto vada bene: fino a che non ti ci butti, non potrai mai sapere come andrà. Non confondiamo la superficiale positività della famosa frase “andrà tutto bene sempre e comunque”, con la sicurezza di noi stessi nel sapere ciò che vogliamo e nel perseguirlo con carattere e determinazione.
Dopo un’attenta introspezione, devi essere sicura di tutte quelle risposte che hai ottenuto.
Difendi i tuoi bisogni, le tue idee, le tue volontà. Non lasciarti condizionare da quello che pensano gli altri e non fare troppo affidamento sull’appoggio altrui per poter iniziare.
Porta avanti con fermezza le tue scelte perché altrimenti saranno sempre gli altri a decidere per te.

Happy Friday

RICOMINCIO DA ME PERCHÉ NE VARRÀ SEMPRE LA PENA

30.04.2021

Fino a qualche mese fa la mia vita a Las Palmas è sempre stata molto abitudinaria. Mi ero creata una mia routine dove le giornate iniziavano con una camminata o un allenamento, poi la colazione ed infine trascorrevo il resto del tempo sempre nello stesso bar. Rimanevo seduta sul mio tavolino, che oggi posso definire la mia primissima scrivania fronte mare. In modo inconsapevole ho sempre seguito la solita scaletta quotidiana, costruita attraverso una serie di identici comportamenti ripetuti per anni.

Quando però restiamo incastrate in questo genere di meccanismo, anche se lo desideriamo, facciamo davvero fatica a cambiare, diventa difficile apportare una variazione all’interno della nostra vita. Per una semplice questione di abitudine, continuiamo a fare sempre le stesse cose, anche se non combaciano più con le intenzioni, con i desideri, le priorità e le esigenze che abbiamo oggi.
È come se non riuscissimo effettivamente a pensare, prima di compiere un’azione, se quella possa o meno essere ancora giusta per noi.
Allo stesso modo, rimanendo sempre all’interno della nostra zona di comfort, ci spegniamo lentamente, senza nemmeno accorgercene. Non riusciamo più a stupirci, a provare sentimenti o emozioni diverse.
Quando prendiamo una decisione abbiamo quasi la percezione che questa sia statica, immutabile. Tendiamo a convincerci che quella sarà la nostra scelta per sempre, come se non potessimo più modificarla.
Ci fidelizziamo a cose che abbiamo sempre fatto, dimenticando di domandarci se siano ancora valide per noi nel nostro presente. Questo accade perché siamo abituati alla comodità e disabituati a parlare con noi stessi.

Partendo dalla profonda consapevolezza che non siamo esseri immutabili, ma anzi perennemente in evoluzione, al mio ritorno sull’isola ho promesso a me stessa che mi sarei messa in gioco, uscendo davvero dalla mia comfort zone. Abbiamo bisogno di più dialogo interiore, della ricerca di solitudine per poter continuare a conoscerci e capire in che direzione vogliamo davvero muoverci. Perché il cambiamento non è un dovere, ma una possibilità e io ho deciso di provarci. Chi ha veramente la necessità di cambiare troverà sempre il modo per farlo.

Non è un iniziare, ma è un ricominciare. Non rinneghiamo il nostro passato, ma diamoci la possibilità di mettere un punto a capo.
Rialziamoci se qualcosa è andato storto, riproviamoci per l’ennesima volta perché ne varrà sempre la pena. Prenderci cura di noi è il miglior gesto d’amore che possiamo regalarci e che inevitabilmente condizionerà tutto ciò che ci circonda, il nostro modo di vedere la vita, i nostri rapporti con le altre persone.
Quando ci prendiamo i nostri spazi, quando portiamo avanti le nostre abitudini positive, abbiamo una luce diversa, un’energia maggiore e migliore da poter sprigionare al mondo.
Non sentirti in colpa per il fatto che vuoi ritagliarti del tempo per te! Che sia quell’ora di allenamento, un caffè con un’amica, un momento di svago o di profonda solitudine. Se provi a distaccarti dall’idea di essere la mamma, la fidanzata, la moglie o la lavoratrice e riesci a sentirti finalmente te stessa, allora è la scelta giusta. Ne hai bisogno perché è proprio quando non lo fai che non ti senti bene, riversando poi il tuo malessere anche sulle relazioni che hai con gli altri.

La consapevolezza.
Non si riparte e basta, ma lo si fa in maniera consapevole.
Si ricomincia per noi, da noi, e di conseguenza anche per tutto quello che fa parte della nostra vita.
Quante volte ci siamo ritrovate con grande entusiasmo all’inizio di una nuova settimana, perdendoci subito per strada, demotivate e quasi sconfitte.
Il più delle volte dopo queste giornate, non spendiamo nemmeno due minuti per chiederci che cosa non ha funzionato e, piuttosto che fermarci a riflettere, abbiamo la tendenza a rimetterci subito in gioco, spesso nel modo sbagliato.
Ci comportiamo così perché nella nostra società ci hanno insegnato che non fare niente, o meglio, prendersi del tempo per pensare, non va bene, non è abbastanza produttivo. Allora ci viene naturale provare immediatamente a fare qualcosa per migliorare la situazione, anche senza una strategia o un senso preciso. Però soltanto quando ci ritroviamo di nuovo perse ci accorgiamo di aver sprecato inutilmente tempo ed energia.
Dovremmo iniziare a guardare tutto da un’altra prospettiva, provando a togliere anziché aggiungere, a rallentare invece che accelerare. Siamo abituati a voler tutto e subito, ma la vita non è una gara a chi arriva prima e un momento di stop non significa fallire.

Vale la pena fermarsi, prendersi il proprio tempo per capirsi, conoscersi ed ascoltarsi di più. Ci saranno momenti in cui avremo le idee più chiare ed altri in cui trovare una risposta richiederà un pizzico di pazienza, ma non dobbiamo avere fretta.
Stai per un po’ in compagnia del tuo vuoto per capire che cosa ti ha portato a sentirti così smarrita. Domandati se quello che stavi facendo era funzionale per te e valuta per che cosa ha davvero senso ripartire.

Chiediti il perché.
Domandati perché vuoi ricominciare, perché senti il bisogno di cambiare.
Prenditi lo spazio per coltivare il tuo dialogo interiore. Poniti delle domande senza combattere o giudicare negativamente le risposte che otterrai o i nuovi bisogni che emergeranno.
Desiderare altro, volere qualcosa di nuovo, può farti sentire a disagio, ma non accantonare tutto per il timore di non essere all’altezza. Non devi neppure sentirti in colpa per le tue aspirazioni, per essere sempre alla continua ricerca di una tua forma di serenità.
Io ero grata della mia meravigliosa condizione a Milano, della mia casa, della mia macchina nuova, ma ho preferito seguire la strada che più sentivo adatta a me. Essere grati non significa dover accettare passivamente chi siamo e quello che facciamo. Volersi migliorare è volersi bene e penso che amarsi comporti anche fare tutto ciò che possiamo e che reputiamo più opportuno per raggiungere la nostra idea di benessere.
Proviamo a vivere il nostro presente come se fosse un capitolo da scrivere, con la consapevolezza che abbiamo sempre la possibilità di iniziarne uno nuovo.
Se restiamo vincolati alle prime decisioni che abbiamo preso nella nostra vita, come se il nostro futuro fosse già stato scritto, ci facciamo solo del male. Tu non sei solo il tuo lavoro o la città in cui sei sempre cresciuta, ma puoi essere e continuare a diventare anche altro.
A scuola abbiamo imparato tante cose, ma non sempre ci hanno insegnato a sviluppare il nostro talento o a comprenderne il reale valore. Chi conosce la propria vocazione, ma non ha modo di alimentarla, spesso è più incline all’infelicità.
Quando continuiamo a rincorrere il lavoro fisso che i nostri genitori sognano per noi, dimenticando l’importanza di esprimerci in quella cosa che ci fa sentire uniche e vive, finiamo per opprimere la nostra vera identità.
Se invece portiamo avanti le nostre passioni emaniamo un’energia diversa. Il mondo ha bisogno di persone che amano quello che fanno, non di gente infelice, cupa o vuota.
Puoi meritarti anche tu qualcosa di nuovo, perciò parti dal tuo perché, incomincia a mettere nero su bianco tutte le tue sensazioni. Cambiare non ha sempre un’accezione negativa, ma può significare crescere, mettersi in gioco in ambiti diversi.

Ricerca la solitudine.
Per poterci ascoltare abbiamo necessariamente bisogno di una solitudine di qualità e di essere nostre alleate, perché se non siamo nostre amiche tante volte non riusciamo nemmeno a riconoscere le nostre esigenze.
Prova a non pretendere delle risposte immediate, chiare e precise ma riconosci che puoi aver bisogno di più tempo per riuscire a scavare a fondo. Rimani connessa con te, stai nel tuo flow di ricerca, perché come puoi capirti se continui a vivere nel caos? Come ci si può comprendere se si sta sempre collegate agli altri, appiccicate al proprio fidanzato o rispondendo sempre a mille messaggi?
Ci siamo addestrate a tenerci sempre occupate con qualcosa, con un libro da leggere, con il cellulare, con i social. Persino mentre mangiamo siamo abituate a guardare video o a sentire la televisione in sottofondo per il semplice gusto di avere compagnia, ma proviamo a riempirci di noi. Spendiamo il nostro tempo per investire su noi stesse.
Ritagliati i tuoi spazi di solitudine e non opprimere le tue esigenze, assecondale.

Dai un nome alla tua felicità.
Descrivi la tua felicità, donale un nome. Cosa significa per te essere felice, serena o vederti bene?
Non limitarti a definire tutto in maniera troppo astratta, ma sii il più chiara possibile.
Non dire solo che vorresti cambiare città, lavoro o che vorresti cominciare ad amarti, ma prova a comprendere le tue emozioni e porti delle domande. Chiediti che cosa significa per te amarti, sentirti bene, trovare un altro lavoro.
Entra nei particolari perché solo così potrai visualizzare effettivamente quello di cui hai davvero bisogno.

Carattere, determinazione, autostima, auto supporto e sicurezza.
Per poter muovere il passo iniziale, prima di dare il via ad un cambiamento, non devi aspettare di avere la certezza che tutto vada bene: fino a che non ti ci butti, non potrai mai sapere come andrà. Non confondiamo la superficiale positività della famosa frase “andrà tutto bene sempre e comunque”, con la sicurezza di noi stessi nel sapere ciò che vogliamo e nel perseguirlo con carattere e determinazione.
Dopo un’attenta introspezione, devi essere sicura di tutte quelle risposte che hai ottenuto.
Difendi i tuoi bisogni, le tue idee, le tue volontà. Non lasciarti condizionare da quello che pensano gli altri e non fare troppo affidamento sull’appoggio altrui per poter iniziare.
Porta avanti con fermezza le tue scelte perché altrimenti saranno sempre gli altri a decidere per te.

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