Happy Friday

NON SIAMO PUNTI FERMI

05.11.2021

Tante volte ci sentiamo in colpa quando cambiamo idea riguardo alle nostre scelte, al lavoro, al percorso di studi, all’allenamento, all’alimentazione, ai rapporti. Ma in realtà non c’è nulla di sbagliato o di cui vergognarsi.
Cambiare idea è sinonimo di ascolto di sé e di una profonda valutazione della situazione in cui ci si trova.
Oggi ho voluto condividere con voi una mia riflessione su questo argomento, che sicuramente avremo modo di approfondire in una diretta.

 

Domenica ho fatto rientro in Italia ed eccomi qui oggi a scrivervi dalla mia casetta di Milano.

Come vi avevo anticipato nelle mie ultime dirette, si tratta di un breve pit stop perché tra pochissimo io e Diego saliremo su un altro aereo, questa volta diretto in Spagna.
Voglio comunque godermi a pieno la settimana trascorsa in Italia, perché era da un po’ che sentivo l’esigenza di tornare e riabbracciare tutte le persone a cui tengo di più.

Quando mi sono trasferita dal centro di Las Palmas al sud dell’isola – in mezzo alle montagne – mi sono completamente isolata. Infatti in quest’ultimo periodo penso di aver visto più animali (tra gechi in cucina e uccellini in giardino) che persone. Ho avuto poche occasioni per uscire, per svagarmi o divertirmi con gli amici.
È anche per questo che non vedevo l’ora che arrivasse il momento di ritornare a Milano: per coccolarmi un po’, per prendermi cura della mia pelle e trascorrere del tempo con le mie persone del cuore, in primis la mia famiglia.

Riflettendo mi sono anche accorta che, tra vacanze in camper o immersa nella natura, ho trascorso gli ultimi 4 mesi stando per di più da sola.
Mi sono concentrata su di me, sulla mia interiorità, sulla “sostanza”, mettendo un po’ in secondo piano tutto ciò che riguarda l’apparenza.

Ricordo che quando andai a Gran Canaria per la prima volta rimasi affascinata non solo dal clima e dal fatto di essere a due passi dal mare, ma anche da tutte quelle sensazioni che provavo in quel nuovo contesto.
Ho imparato a sentirmi a mio agio stando praticamente tutto il giorno con un paio di pantaloncini e con le infradito ai piedi. Ed è proprio questa semplicità e naturalezza nel vivere le cose che prima mi risultavano complicate ad avermi fatta innamorare.
A Milano non mi passava nemmeno per l’anticamera del cervello di andare al ristorante struccata o senza aver passato almeno due ore a prepararmi, indossando vestiti comprati appositamente per l’occasione. Oggi a Las Palmas riesco a fermarmi a cena subito dopo un pomeriggio passato in spiaggia. Non sento nemmeno quel bisogno di andare spesso a fare shopping e possono passare anche diversi mesi prima che io metta piede in un centro commerciale.
Ed è grazie alla mia isola del cuore che ho imparato ad avere più tempo, più energia e più attenzione per le cose che ho scoperto essere davvero importanti per me.

Trasferendomi al sud ho voluto ricercare una solitudine ancora più profonda, probabilmente anche perché una parte di me era ancora in lotta con la Selene di qualche anno fa, con quella Selene che si era focalizzata solo su cose che si potevano fare, comprare, avere.

In effetti, a ventisei anni mi sono ritrovata ad avere possibilità che in passato potevo solamente sognare. Nessuno in quei momenti ti insegna come gestire le tue risorse e ci puoi arrivare soltanto tu, con la tua intelligenza, ma anche attraverso i tuoi errori. E io per un certo periodo in quel nuovo mondo mi ero persa ed ero caduta in un vortice fatto di materialismo e superficialità.

Sono contenta però di essermi accorta che stavo diventando la persona che non avrei mai voluto essere. E se non avessi fatto un’attenta e dolorosa osservazione di me stessa, oggi non sarei la Selly che anche voi conoscete.
Guardarmi e ammettere alcuni sbagli mi ha fatto male, ma mi ha anche dato la spinta per cercare quelle circostanze che mi avrebbero aiutata a rivedere le mie priorità e i miei reali bisogni.

Andare al sud dell’isola, lontana da tutto e da tutti, è stato un cambiamento troppo drastico e ammetto che talvolta un po’ mi è mancata quella leggerezza della mia vita a Milano.
Presto vi racconterò meglio le mie riflessioni in una diretta, ma voglio dirvi che nonostante tutto mi sento serena.

Sono consapevole che chi davvero può cambiare la nostra situazione siamo solo noi.
A volte dobbiamo soltanto trovare un equilibrio tra tutte le nostre sfaccettature, ma è soltanto provando, sbagliando e riflettendo, che possiamo capire come fare.
Abbiamo bisogno di continui risvegli, che solo noi possiamo dare a noi stesse.

Non siamo scelte definitive o libri già scritti.
Non siamo punti fermi, ma percorsi che possono svoltare ancora e ancora.
Tante volte ci sentiamo in colpa di cambiare idea riguardo alle nostre scelte, alla casa, al lavoro, al percorso di studi, all’allenamento, all’alimentazione, ai rapporti.
Ma cambiare idea non significa dimenticare o azzerare quello che si è stati fino a quel momento. È piuttosto sinonimo di ascolto di noi stesse e valutazione della situazione.
Perché ogni esperienza ci dà e porta con sé qualcosa.
È solo grazie al riconoscimento dei nostri limiti e del nostro mutamento che noi possiamo proseguire in una direzione sempre più nostra. Ma se non ci ascoltiamo, se non valutiamo le nostre sensazioni, più avanti andremo e più percepiremo un senso di frustrazione.
Il tempo scorre e se abbiamo voglia di cambiare, perché non provarci?

Happy Friday

NON SIAMO PUNTI FERMI

05.11.2021

Tante volte ci sentiamo in colpa quando cambiamo idea riguardo alle nostre scelte, al lavoro, al percorso di studi, all’allenamento, all’alimentazione, ai rapporti. Ma in realtà non c’è nulla di sbagliato o di cui vergognarsi.
Cambiare idea è sinonimo di ascolto di sé e di una profonda valutazione della situazione in cui ci si trova.
Oggi ho voluto condividere con voi una mia riflessione su questo argomento, che sicuramente avremo modo di approfondire in una diretta.

 

Domenica ho fatto rientro in Italia ed eccomi qui oggi a scrivervi dalla mia casetta di Milano.

Come vi avevo anticipato nelle mie ultime dirette, si tratta di un breve pit stop perché tra pochissimo io e Diego saliremo su un altro aereo, questa volta diretto in Spagna.
Voglio comunque godermi a pieno la settimana trascorsa in Italia, perché era da un po’ che sentivo l’esigenza di tornare e riabbracciare tutte le persone a cui tengo di più.

Quando mi sono trasferita dal centro di Las Palmas al sud dell’isola – in mezzo alle montagne – mi sono completamente isolata. Infatti in quest’ultimo periodo penso di aver visto più animali (tra gechi in cucina e uccellini in giardino) che persone. Ho avuto poche occasioni per uscire, per svagarmi o divertirmi con gli amici.
È anche per questo che non vedevo l’ora che arrivasse il momento di ritornare a Milano: per coccolarmi un po’, per prendermi cura della mia pelle e trascorrere del tempo con le mie persone del cuore, in primis la mia famiglia.

Riflettendo mi sono anche accorta che, tra vacanze in camper o immersa nella natura, ho trascorso gli ultimi 4 mesi stando per di più da sola.
Mi sono concentrata su di me, sulla mia interiorità, sulla “sostanza”, mettendo un po’ in secondo piano tutto ciò che riguarda l’apparenza.

Ricordo che quando andai a Gran Canaria per la prima volta rimasi affascinata non solo dal clima e dal fatto di essere a due passi dal mare, ma anche da tutte quelle sensazioni che provavo in quel nuovo contesto.
Ho imparato a sentirmi a mio agio stando praticamente tutto il giorno con un paio di pantaloncini e con le infradito ai piedi. Ed è proprio questa semplicità e naturalezza nel vivere le cose che prima mi risultavano complicate ad avermi fatta innamorare.
A Milano non mi passava nemmeno per l’anticamera del cervello di andare al ristorante struccata o senza aver passato almeno due ore a prepararmi, indossando vestiti comprati appositamente per l’occasione. Oggi a Las Palmas riesco a fermarmi a cena subito dopo un pomeriggio passato in spiaggia. Non sento nemmeno quel bisogno di andare spesso a fare shopping e possono passare anche diversi mesi prima che io metta piede in un centro commerciale.
Ed è grazie alla mia isola del cuore che ho imparato ad avere più tempo, più energia e più attenzione per le cose che ho scoperto essere davvero importanti per me.

Trasferendomi al sud ho voluto ricercare una solitudine ancora più profonda, probabilmente anche perché una parte di me era ancora in lotta con la Selene di qualche anno fa, con quella Selene che si era focalizzata solo su cose che si potevano fare, comprare, avere.

In effetti, a ventisei anni mi sono ritrovata ad avere possibilità che in passato potevo solamente sognare. Nessuno in quei momenti ti insegna come gestire le tue risorse e ci puoi arrivare soltanto tu, con la tua intelligenza, ma anche attraverso i tuoi errori. E io per un certo periodo in quel nuovo mondo mi ero persa ed ero caduta in un vortice fatto di materialismo e superficialità.

Sono contenta però di essermi accorta che stavo diventando la persona che non avrei mai voluto essere. E se non avessi fatto un’attenta e dolorosa osservazione di me stessa, oggi non sarei la Selly che anche voi conoscete.
Guardarmi e ammettere alcuni sbagli mi ha fatto male, ma mi ha anche dato la spinta per cercare quelle circostanze che mi avrebbero aiutata a rivedere le mie priorità e i miei reali bisogni.

Andare al sud dell’isola, lontana da tutto e da tutti, è stato un cambiamento troppo drastico e ammetto che talvolta un po’ mi è mancata quella leggerezza della mia vita a Milano.
Presto vi racconterò meglio le mie riflessioni in una diretta, ma voglio dirvi che nonostante tutto mi sento serena.

Sono consapevole che chi davvero può cambiare la nostra situazione siamo solo noi.
A volte dobbiamo soltanto trovare un equilibrio tra tutte le nostre sfaccettature, ma è soltanto provando, sbagliando e riflettendo, che possiamo capire come fare.
Abbiamo bisogno di continui risvegli, che solo noi possiamo dare a noi stesse.

Non siamo scelte definitive o libri già scritti.
Non siamo punti fermi, ma percorsi che possono svoltare ancora e ancora.
Tante volte ci sentiamo in colpa di cambiare idea riguardo alle nostre scelte, alla casa, al lavoro, al percorso di studi, all’allenamento, all’alimentazione, ai rapporti.
Ma cambiare idea non significa dimenticare o azzerare quello che si è stati fino a quel momento. È piuttosto sinonimo di ascolto di noi stesse e valutazione della situazione.
Perché ogni esperienza ci dà e porta con sé qualcosa.
È solo grazie al riconoscimento dei nostri limiti e del nostro mutamento che noi possiamo proseguire in una direzione sempre più nostra. Ma se non ci ascoltiamo, se non valutiamo le nostre sensazioni, più avanti andremo e più percepiremo un senso di frustrazione.
Il tempo scorre e se abbiamo voglia di cambiare, perché non provarci?

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