Happy Friday

LA FATICA È PARTE DEL PROCESSO

30.07.2021

Forse molte di voi lo sapranno già, ma il mio primo sport, quello che mi ha accompagnato per anni da quando ero bambina è stato il nuoto.
In questi giorni, con l’inizio delle Olimpiadi di Tokyo 2020, mi è capitato di vedere alcune gare. Quante emozioni in quei 200 metri stile libero, in quelle staffette.

Non posso che pensare a quando da ragazzina, dalla stanza della mia cameretta di Cinisello Balsamo, fantasticavo all’idea di poter partecipare anche io.
Come potrete immaginare quel mio grande sogno non si è mai avverato, non l’ho nemmeno intravisto da vicino.
Già all’epoca sapevo di non essere la più talentuosa della squadra, ma nonostante ciò non ho mai smesso di impegnarmi, dedicando tutte le mie energie al nuoto.
Non saltavo nessun allenamento e oggi sono grata di quell’esperienza, perché è anche grazie a questo sport che ho compreso il significato e l’importanza della disciplina.

Dallo schermo della televisione vediamo bravissimi atleti gareggiare con disinvoltura, e a guardarli quasi quasi si pensa che siano nati già così performanti. Il talento è ovvio, eppure solo chi ha praticato uno sport a livello agonistico comprende davvero che quel momento di gloria, proiettato nelle tv di migliaia di persone in tutte le parti del mondo, è il risultato di anni e anni di allenamenti intensi, sveglie all’alba, trasferte estenuanti, un’infinità di sacrifici, altrettante gare perse, fallimenti, talvolta anche infortuni e veri e propri momenti di crisi.

Sia alle olimpiadi che nella vita in generale rimaniamo affascinati dalle medaglie al collo, da un posto sul podio, dal raggiungimento di un traguardo, dimenticandoci sempre del percorso che si cela dietro ciascun successo.
Se ci pensate siamo più portati a rimanere sul superficiale, come mettere un like a una bella foto, piuttosto che a soffermarci nel leggere il testo presente nella descrizione. Addirittura se è troppo lungo, nemmeno lo consideriamo.

Questa è una cosa che noto spesso nel mio lavoro.
Molte ragazze rimangono affascinate dalle trasformazioni e dai bellissimi cambiamenti che pubblico su IG, ma cosa c’è dietro quella foto?

Non vi dirò mai quanto tempo è passato tra una foto e l’altra, perché non si tratta di una gara a chi arriva prima. Dovremmo interessarci in chiave costruttiva alle esperienze degli altri perché ciascuno ha il suo ritmo, il suo tempo e il proprio unico percorso. E proprio su quest’ultimo deve andare la nostra l’attenzione.
Vi invito a leggere le loro testimonianze per capire che oltre al modellamento del corpo c’è molto altro.
È vero, la ricerca di quel cambiamento estetico, il raggiungimento di quell’obiettivo, è ciò che spinge molte ad iniziare, ma è solo vivendo il percorso che si può migliorare come persone e comprendere la propria forma di benessere, il che ha un senso ben più ampio e del tutto personale.

Vi svelo una cosa: non è facile e neppure immediato.

Niente può essere perfettamente lineare.
Ci sono delle cose che non si possono controllare, ma soltanto accogliere e saper comunque andare avanti, accettando i rallentamenti e i limiti.
I miracoli non esistono e prima di arrivare alle vette, dobbiamo affrontare le salite.
Nella vita vera la fatica e l’impegno fanno parte del processo.
Per quanto possano farci male, farci stringere i denti o metterci alla prova, ci permettono di forgiare il nostro carattere, renderci più forti giorno dopo giorno, salita dopo salita.
Ci permetteranno di superare le cadute, gli imprevisti, di fare del nostro meglio tutte quelle volte che, convinti di aver raggiunto la cima, ne scorgiamo un’altra ancora più alta in lontananza. 

Happy Friday

LA FATICA È PARTE DEL PROCESSO

30.07.2021

Forse molte di voi lo sapranno già, ma il mio primo sport, quello che mi ha accompagnato per anni da quando ero bambina è stato il nuoto.
In questi giorni, con l’inizio delle Olimpiadi di Tokyo 2020, mi è capitato di vedere alcune gare. Quante emozioni in quei 200 metri stile libero, in quelle staffette.

Non posso che pensare a quando da ragazzina, dalla stanza della mia cameretta di Cinisello Balsamo, fantasticavo all’idea di poter partecipare anche io.
Come potrete immaginare quel mio grande sogno non si è mai avverato, non l’ho nemmeno intravisto da vicino.
Già all’epoca sapevo di non essere la più talentuosa della squadra, ma nonostante ciò non ho mai smesso di impegnarmi, dedicando tutte le mie energie al nuoto.
Non saltavo nessun allenamento e oggi sono grata di quell’esperienza, perché è anche grazie a questo sport che ho compreso il significato e l’importanza della disciplina.

Dallo schermo della televisione vediamo bravissimi atleti gareggiare con disinvoltura, e a guardarli quasi quasi si pensa che siano nati già così performanti. Il talento è ovvio, eppure solo chi ha praticato uno sport a livello agonistico comprende davvero che quel momento di gloria, proiettato nelle tv di migliaia di persone in tutte le parti del mondo, è il risultato di anni e anni di allenamenti intensi, sveglie all’alba, trasferte estenuanti, un’infinità di sacrifici, altrettante gare perse, fallimenti, talvolta anche infortuni e veri e propri momenti di crisi.

Sia alle olimpiadi che nella vita in generale rimaniamo affascinati dalle medaglie al collo, da un posto sul podio, dal raggiungimento di un traguardo, dimenticandoci sempre del percorso che si cela dietro ciascun successo.
Se ci pensate siamo più portati a rimanere sul superficiale, come mettere un like a una bella foto, piuttosto che a soffermarci nel leggere il testo presente nella descrizione. Addirittura se è troppo lungo, nemmeno lo consideriamo.

Questa è una cosa che noto spesso nel mio lavoro.
Molte ragazze rimangono affascinate dalle trasformazioni e dai bellissimi cambiamenti che pubblico su IG, ma cosa c’è dietro quella foto?

Non vi dirò mai quanto tempo è passato tra una foto e l’altra, perché non si tratta di una gara a chi arriva prima. Dovremmo interessarci in chiave costruttiva alle esperienze degli altri perché ciascuno ha il suo ritmo, il suo tempo e il proprio unico percorso. E proprio su quest’ultimo deve andare la nostra l’attenzione.
Vi invito a leggere le loro testimonianze per capire che oltre al modellamento del corpo c’è molto altro.
È vero, la ricerca di quel cambiamento estetico, il raggiungimento di quell’obiettivo, è ciò che spinge molte ad iniziare, ma è solo vivendo il percorso che si può migliorare come persone e comprendere la propria forma di benessere, il che ha un senso ben più ampio e del tutto personale.

Vi svelo una cosa: non è facile e neppure immediato.

Niente può essere perfettamente lineare.
Ci sono delle cose che non si possono controllare, ma soltanto accogliere e saper comunque andare avanti, accettando i rallentamenti e i limiti.
I miracoli non esistono e prima di arrivare alle vette, dobbiamo affrontare le salite.
Nella vita vera la fatica e l’impegno fanno parte del processo.
Per quanto possano farci male, farci stringere i denti o metterci alla prova, ci permettono di forgiare il nostro carattere, renderci più forti giorno dopo giorno, salita dopo salita.
Ci permetteranno di superare le cadute, gli imprevisti, di fare del nostro meglio tutte quelle volte che, convinti di aver raggiunto la cima, ne scorgiamo un’altra ancora più alta in lontananza. 

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