Le storie di SGP

Alexandra

21.07.2021

A sinistra io, a destra sempre io.

A sinistra una me grossa, un po’ grassa, che si allenava 7 giorni su 7, di cui 5 con i pesi (e per allenarsi con i pesi intendo misurare massimali che triplicavano il mio peso corporeo). Una me che mangiava tanto, troppo, rincorrendo una forza che in fondo non volevo, una me diventata di colpo insicura e goffa.

A destra una me più longilinea, che si allena 3-4 volte alla settimana, qualche volta 2, con pesi adeguati e non eccessivi, una me che mangia il giusto – perché è davvero la chiave, ma quanta pazienza per capire cosa fosse quel “giusto”-.
Una me che qualche volta mangia più del giusto e si concede degli sfizi, ma non per sfuggire ad una dieta che le sta stretta, ma per il gusto di farlo e per condividere dei momenti speciali.
Una me sempre un po’ fumetto – come mi dice una persona che stimo tanto -, ma certa delle sue capacità.

Tra le due foto sono passati 4 anni, non 4 mesi come speravo ingenuamente quando ho iniziato il mio percorso in SGP.
4 anni in cui sono stata meglio di così, ma anche peggio, e non parlo solo del corpo.

Ci ho messo del tempo a capire che quella di sinistra e quella di destra erano la stessa persona, con le stesse idee e lo stesso valore, ma in due fasi diverse. Ci ho messo del tempo ad essere più indulgente con la versione grossa e goffa e a smettere di criticarla.

Tempo, costanza, pazienza, fiducia e voglia di cambiare sono stati indispensabili per farlo.

Sono cambiate tante cose: certo, il mio fisico, ma ancora di più la mia mente ed il modo in cui queste due entità comunicano tra loro.
È cambiato il mio modo di relazionarmi agli altri: più indulgente in alcuni casi, più duro in altri. Esattamente come nei miei confronti.

In questo periodo tante volte mi sono sentita dire che un percorso come questo fosse guidato dalla sola VANITA’. Ma la vanità c’entra forse in una prima fase. Il percorso, il mio percorso, ha avuto seguito quando ho capito che accettare ciò che non mi faceva stare bene non era più un’opzione, quando ho accolto l’equilibrio e imparato poco a poco ad abbandonare tutto quello che non lo favoriva: è valso per tutto, non solo cibo ed allenamento, ma anche persone, amici, relazioni…

So che la strada è infinita, ma il sentiero è quello giusto.

Sono grata e lo sarò sempre di aver mandato quella mail il 16 agosto 2017 per chiedere informazioni. Sono grata a chi mi ha risposto, a chi mi ha accolto, a chi mi ha guidato. Non sarei su questa strada senza tutto questo. Non avrei iniziato a cercare quell’equilibrio che tutti meritiamo.

SGProgram by Selene Genisella

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Le storie di SGP

Alexandra

21.07.2021

A sinistra io, a destra sempre io.

A sinistra una me grossa, un po’ grassa, che si allenava 7 giorni su 7, di cui 5 con i pesi (e per allenarsi con i pesi intendo misurare massimali che triplicavano il mio peso corporeo). Una me che mangiava tanto, troppo, rincorrendo una forza che in fondo non volevo, una me diventata di colpo insicura e goffa.

A destra una me più longilinea, che si allena 3-4 volte alla settimana, qualche volta 2, con pesi adeguati e non eccessivi, una me che mangia il giusto – perché è davvero la chiave, ma quanta pazienza per capire cosa fosse quel “giusto”-.
Una me che qualche volta mangia più del giusto e si concede degli sfizi, ma non per sfuggire ad una dieta che le sta stretta, ma per il gusto di farlo e per condividere dei momenti speciali.
Una me sempre un po’ fumetto – come mi dice una persona che stimo tanto -, ma certa delle sue capacità.

Tra le due foto sono passati 4 anni, non 4 mesi come speravo ingenuamente quando ho iniziato il mio percorso in SGP.
4 anni in cui sono stata meglio di così, ma anche peggio, e non parlo solo del corpo.

Ci ho messo del tempo a capire che quella di sinistra e quella di destra erano la stessa persona, con le stesse idee e lo stesso valore, ma in due fasi diverse. Ci ho messo del tempo ad essere più indulgente con la versione grossa e goffa e a smettere di criticarla.

Tempo, costanza, pazienza, fiducia e voglia di cambiare sono stati indispensabili per farlo.

Sono cambiate tante cose: certo, il mio fisico, ma ancora di più la mia mente ed il modo in cui queste due entità comunicano tra loro.
È cambiato il mio modo di relazionarmi agli altri: più indulgente in alcuni casi, più duro in altri. Esattamente come nei miei confronti.

In questo periodo tante volte mi sono sentita dire che un percorso come questo fosse guidato dalla sola VANITA’. Ma la vanità c’entra forse in una prima fase. Il percorso, il mio percorso, ha avuto seguito quando ho capito che accettare ciò che non mi faceva stare bene non era più un’opzione, quando ho accolto l’equilibrio e imparato poco a poco ad abbandonare tutto quello che non lo favoriva: è valso per tutto, non solo cibo ed allenamento, ma anche persone, amici, relazioni…

So che la strada è infinita, ma il sentiero è quello giusto.

Sono grata e lo sarò sempre di aver mandato quella mail il 16 agosto 2017 per chiedere informazioni. Sono grata a chi mi ha risposto, a chi mi ha accolto, a chi mi ha guidato. Non sarei su questa strada senza tutto questo. Non avrei iniziato a cercare quell’equilibrio che tutti meritiamo.

SGProgram by Selene Genisella

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